Stazione 6 – Chiesa di Santa Maria in Zivido

La chiesa dedicata alla Vergine Maria venne riedificare, per volontà del questore ducale Giacomo Stefano Brivio, tra il 1450 e il 1483.

In occasione della visita pastorale del 1573, su ordine di Carlo Borromeo, furono rimossi gli altari addossati alla parete esterna sotto il portico, di cui rimangono gli affreschi databili dal XIV al XVI secolo.

Nel 1608 fu demolita l’abside semicircolare originaria e sostituita con una di maggiori dimensioni, di forma rettangolare, per permettere la costruzione della cripta sottostante, in cui riporre i resti dei caduti della Battaglia dei Giganti, trasferiti dal demolito Monastero della Vittoria. Nel 1608 divenne, quindi, Sacrario dei caduti della Battaglia dei Giganti, sede del “legato pio” voluto dal re Francesco I, che viene tuttora osservato con la celebrazione di due messe a suffragio delle vittime.

Esternamente, l’edificio è caratterizzato da una semplice facciata a capanna, in laterizio a vista. L’ingresso è costituito da un unico portale centrale ad arco a sesto acuto, sormontato da oculo. Ai lati del portale, si aprono due finestre leggermente strombate. All’interno, l’impianto è a navata unica, con presbiterio sopraelevato di forma quadrangolare e soffitto ligneo a cassettoni. Murate alle pareti interne della cappella si trovano due lapidi originali dei “precordia” di Francesco di Borbone e di Gilbert de Lorris e la pietra sacra dell’altare della cappella votiva rinascimentale.